Plasticcreation

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mercoledì 21 marzo 2012

Orecchini vecchi e nuovi

Come promesso pubblico alcune foto degli orecchini che ho fatto ultimamente.
Ho riunito tutti gli orecchini che ho fatto in un pannello di cartone(rigorosamente riciclato anche quello, ricoperto di carta di giornale e ridipinto) che sarà anche quello che userò per le prossime esposizioni ai mercatini.

Mi scuso ancora per la pessima qualità delle fotografie, ma non possedendo una macchina fotografica, devo usare la webcam e i risultati non sono proprio il massimo.
Gli ultimi orecchini che ho prodotto hanno sempre una base in bullonato.

Gli orecchini sulla sinistra hanno un bottone molto carino a mio avviso, di un bel colore rosso che è stato cucito sul bullonato con del filo di cotone grezzo. Prima di cucirlo sono stati fatti dei fori sul bullonato con l'attrezzo per bucare il cuoio in modo da cucire facilmente il bottone al supporto di bullonato.

Gli orecchini a forma di tazzina sono stati creati incollando, sul solito supporto di bullonato, immagini ricavate dalle confezioni di caffè. Non credo ci vogliano molte spiegazioni sulla realizzazione: ritagliata immagine, incollata sul bullonato, ritagliato il bullonato seguendo il contorno dell'immagine e scartavetrati i contorni per renderli omogenei.


Sono molto semplici e veloci da realizzare ma secondo me sono molto divertenti e fanno un bell'effetto.
Sempre con questa tecnica se ne possono realizzare moltissimi diversi, basta ritagliare immagini da varie confezioni. Io ne ho fatti alcuni con l'immagine delle merendine per la colazione (si possono vedere nella prima foto) e sono in arrivo quelli a forma di cracker (con immagine ritagliata dalla loro confezione).
Sono sempre graditi i commenti, consigli e critiche.
Un saluto a tutti.

domenica 8 gennaio 2012

Porta-cellulari di riciclo

I porta cellulari di riciclo sono uno dei progetti realizzati a Dicembre.
Avendo avuto un po' di tempo in più durante le vacanze natalizie sono riuscita a realizzare diversi progetti.
Ho deciso che devo smetterla di portare il cellulare nella tasca dei jeans e che devo metterlo in borsa come fanno tutte le brave ragazze. Ma nella borsa insieme a chiavi, portafogli, tazza di metallo, burro cacao, ecc. il cellulare si perdeva e si rigava scontrandosi con gli altri oggetti.
Quindi unica soluzione:comprare un porta cellulare? direi di no, meglio fabbricarne uno da me risparmiando e divertendomi. Ne sono venuti fuori 4, di colori diversi, e anche se hanno tutti la stessa forma, ognuno ha dei particolari diversi per cui sono tutti unici.


Il materiale che ho utilizzato è uno dei mie preferiti: la plastica delle tovaglie, resistente ma allo stesso tempo versatile e facile da cucire.
La chiusura del primo che ho realizzato è in velcro, materiale che utilizzo sempre per le chiusure di borse e tasche; poi, visto che in casa avanzavano delle clip, ho deciso di provare ad utilizzarle per la prima volta per le mie creazioni, e sono rimasta piuttosto soddisfatta.
Ho disegnato la forma del porta cellulare sulla plastica e l'ho ritagliata. Poi ho cucito la plastica al contrario. Ho rigirato la plastica al diritto e ho rifinito i bordi dell'apertura del porta cellulare. Infine ho fissato la clip.

La misura del porta cellulare è tale da poter contenere diversi tipi  di cellulare. Può contenere sia cellulari un po' più piccoli senza che "navighino" all'interno della custodia ma può contenere anche cellulari un po' più grandi come i touch screen.

Per gli uomini o per chi deve utilizzare spesso il cellulare e lo deve avere a portata di mano, è possibile cucire sul retro del porta cellulare una striscia di plastica che permette di fissare il porta cellulare alla cintura dei pantaloni.
La striscia di plastica deve essere cucita prima di cucire insieme il porta cellulare, in questo modo risulta molto più semplice cucire la striscia.

giovedì 22 settembre 2011

Progetto dell'estate n.2: fatto!

Sono finalmente riuscita, anche se un po' in ritardo, a finire uno dei progetti  che avevo deciso di realizzare durante l'estate (vedi Un sacco di spazzatura per me!!).
Fa mostra di se, da qualche giorno, nella'atrio (affettuosamente chiamato da noi androtto) di Panical House il nuovo mobiletto.

Beh, in effetti nella mia mente doveva venire mooolto più fico, ma purtroppo non sono riuscita a trovare le cassette della frutta che avevo in mente ( a quanto pare sono introvabili e chi le ha non te le regala manco se piangi in turco..). Quindi mi sono accontentata di rumegare, insieme al mio coinquilino, nei bidoni davanti al mercato centrale di Firenze e salvare le cassette di legno più salvabili.
Dopo aver pulito alla meglio le cassette ho tagliato con la sega ad arco le parti di legno angolari che fuoriuscivano in modo da rendere le cassette tutte della stessa profondità.
Ho poi pitturato tutte le cassette di bianco (unico colore avanzato in casa...), le ho lasciate asciugare e ho dato una ulteriore mano di pittura soprattutto nelle parti laterali e sul fondo dalla parte interna.
Una volta asciutte, ho iniziato a fissare le cassette una sopra l'altra utilizzando dei chiodi non troppo lunghi in modo che non fuoriuscissero da sotto.
Infine ho utilizzato gli avanzi del legno tagliato per creare dei piccoli cunei da inserire alla base per stabilizzare il mobiletto, poichè i lati delle cassette non erano del tutto dritti e il mobiletto pendeva leggermente da un lato.

Prossimo obiettivo: un pouf da affiancare al mobiletto per creare un piccolo angolo lettura visto che la nostra amata casetta manca un salotto dove poter cazzeggiare un po'.

lunedì 19 settembre 2011

Il primo mercatino.. acquazzoni e pseudoconsiderazioni sul marketing

Domenica 18 settembre, ho partecipato per la prima volta con i miei oggetti ad un piccolo mercatino che si è svolto in una delle piazzette sul mare di Marina di Pisa.
Il mercatino, gestito dalla pubblica assistenza, era aperto a tutti i privati che volevano vendere, barattare e scambiare i propri oggetti, previa piccola quota di iscrizione di 10 euro.
Al banchetto con me anche due miei carissimi amici che si occupano di cosmesi naturale e di portafogli origami con materiali di riciclo.
Abbiamo montato il nostro (abbastanza improvvisato) banchino vicino ad una simpaticissima coppia di coniugi che ci ha dato varie dritte sulla vendita e la preparazione del banchetto e abbiamo atteso con pazienza i pochi passanti, sfoderando grandi sorrisi.
Il tempo purtroppo non ci ha dato una mano. Dopo qualche ora il cielo era già cupissimo e all'ora di pranzo siamo dovuti scappare in fretta perchè ha cominciato a piovere a dirotto.

Proprio a causa del cattivo tempo e del periodo ormai vicino alla fine dell'estate, i passanti e i curiosi non erano molti, il picco massimo è stato al momento della fine della messa domenicale nella parrocchia del paese :)
 Mi ha incuriosito molto la reazione dei passanti al nostro banchetto.
Molti giravano prima di aver potuto capire cosa era esposto nel banco convinti che non fosse poi così importante, altri passavano dando una rapida occhiata, molti ho notato essere quasi spaventati. Il nostro banchetto era in effetti piuttosto insolito rispetto a tutti gli altri in cui si esponevano soprattutto oggetti di antiquariato, posate, teiere e vestiti. I nostri prodotti fatti a mano, un po' insoliti e  invece di incuriosire i passanti, quasi li spaventavano facendogli compiere rapide virate verso banchetti più tradizionali.
Ho passato parte del mio tempo tra una spiegazione degli oggetti  e un sorriso al possibile acquirente a studiare i gusti e le abitudini di chi passeggiava nel mercatino.
Ho notato quanto la televisione e la pubblicità ci manipoli e ci guidino anche quando non siamo davanti allo schermo. I banchetti più affollati e con più acquirenti erano quelli che avevano ricoperto interamente il loro tavolo di prodotti, che mostravano una grande quantità di oggetti tutti stipati uno vicino all'altro, che poi fossero cose di poco valore o del tutto inutili non aveva imprtanza: quantità batte qualità del prodotto.
La simpaticissima signora vicino a noi ci ha dato diverse dritte e ci ha fatto intendere che il cliente va ben persuaso e piuttosto intortato perchè sia più disposto a comprare e che il prezzo deve essere sempre abbassato se si vuole vendere comunque: chi compra spesso non ha veramente bisogno dell'oggetto e si fa convincere dall'estetica, dalla presentazione e dalle parole di chi propone l'oggetto che quello è ciò che gli serve.
D'altra parte i banchetti che hanno fatto più affari sono stati quelli dove si vendevano gioielli e bigiotteria, oggetti comunque non indispensabili.
La presentazione semplice e diretta, la confezione scarna e senza fronzoli non attira nessuno, a quanto pare neanche ai mercatini di paese, perchè dà l'idea di qualcosa di poco lavorato o lavorato male, di scarsa qualità e cura. Anche al nostro banchetto sono stati venduti più oggetti inutili ma con molti fronzoli che altri più utili ma scarni e semplici.
E' stato un divertente spunto di riflessione per me ed i miei amici e nei prossimi banchetti decideremo se doverci adeguare a malincuore a queste piccole regole non scritte del mercato o se continuare con la nostra idea di partenza di  semplicità e essenzialità.
E' stata in definitiva un'esperienza molto divertente; abbiamo conosciuto molte persone simpatiche, abbiamo imparato come gestire e organizzare al meglio un banchetto, abbiamo incuriosito alcuni passanti e altri hanno riflettuto con noi sui problemi dei rifiuti e sulle possibilità del riciclo.
Nei prossimi mercatini che allestiremo vorrei portare un piccolo depliant da attaccare al banco e da dare ai passanti per poter sensibilizzare maggiormente sulle problematiche dei rifiuti e del riciclo e far capire meglio da dove nascono le nostre idee e gli oggetti che realizziamo.

mercoledì 31 agosto 2011

Le ultime strampalate creazioni..consigli e suggerimenti please!!

Tra un bagno al mare, una veloce vacanza con amici, una visita alla nonna e una pagina di libro per gli esami di settembre ecco cosa ha partorito il mio cervello in materia di riciclo (più o meno) creativo.
Nessuna delle cose che ho realizzato era tra i progetti che avevo pensato di iniziare e di cui avevo parlato nel post precedente.
E' che a volte cammino per strada o sto studiando o sto andando a fare la spesa e mi vengono delle illuminazioni;  delle idee a cui non avevo mai pensato e devo correre a casa per provare a costruire questi nuovi oggetti.
A Settembre forse riuscirò insieme ai miei amici a partecipare ad un mercatino a Marina di Pisa (info più dettagliate in prossimi post) e mi farebbe molto piacere un vostro parere o un consiglio sulle cosette che ho fatto.
Sono inguardabili o sono decenti? Sono funzionali? Cosa vi piace e invece cosa cambiereste perchè brutto o inutile?
Scusate le bruttissime fotografie ma già non sono una gran fotografa ed in più non avendo una macchina fotografica ho fatto le foto con la web cam...se qualche fotografo vuole darmi una mano...

Questo è un...boh.. un cartone del latte da mezzo litro trasformato con pochissime modifiche in una specie di borsetta.
Per aprire e chiudere ho messo due pezzi di velcro (immancabile ed economico) e sul lato ho inserito un anello come quello dei portachiavi. A questo si può agganciare un moschettone (come in foto) per portare  la microborsa alla cintura, oppure inserire nell'anello una tracolla (anche quella magari riciclata es. da una camera d'aria di bicicletta) per portare la microborsa a tracolla.
Il cartone può essere rivestito con uno strato di nastro adesivo trasparente per renderlo più duraturo.


Questa è una tetrapak-borsa.
E' stata fatta con il fondo e il lato anteriore di un succo di frutta abbastanza grosso. La chiusura è come al solito in velcro (ma mi specializzerò anche con le clip in un prossimo futuro) e la tracolla è stata realizzata usando due anelli portachiavi e un pezzo di camera d'aria di bicicletta piegata a metà ed incollata.
La parte anteriore è stata rivestita con nastro adesivo trasparente per evitare che aprendo e chiudendo frequentemente la borsa l'apertura si rovini troppo.


Bustine con cerniera.
Queste non sono proprio nuove ma sono secondo me molto valide.
Sono realizzate con plastica di tovaglie e una cerniera o comprata o meglio riciclata da qualche vecchia borsa o vecchio paio di pantaloni.
Quella sopra mi piace molto perchè ho utilizzato una vecchia tovaglia da colazione che in parte è trasparente e in parte ha delle immagini di tazzine da caffè.
Sono ottime da tenere in borsa, per mettere trucchi o assorbenti oppure documenti o occhiali da sole. Testata personalmente da me al mare.

venerdì 29 luglio 2011

Un sacco di spazzatura per me!!

Tornata a casa per le vacanze (illudiamoci che siano vacanze..), ho un po' più di tempo libero da dedicare al blog ed ai miei progetti riciclabili.
Proprio l'altro giorno ho avuto una mezz'oretta per andare a trovare una cara amica che mi ha fatto degli ottimi regali: due sacchi pieni della sua...spazzatura!!
Non siamo strambe collezioniste; Aurora mi aveva tenuto da parte tutti i contenitori di tetrapak che aveva utilizzato negli ultimi mesi.
Si può essere felici ricevendo in regalo scatole usate del latte e dei succhi di frutta? Io ero entusiasta!!
A questo punto:
- tempo libero c'è (più o meno)
- materiale c'è
Mancano solo un po' di idee e progetti.
Provo a fare una piccola lista di cose che vorrei fare:
- vorrei realizzare nuovi modelli originali con il tetrapak e sperimentare un po' di cosette che mi frullano per la testa
- con una vecchia tovaglia di plastica molto carina e qualche vecchia cerniera vorrei fare degli astucci nuovi e delle bustine provando a variare le forme e le dimensioni
-fare nuove borse con le tovaglie di plastica che ho accumulato nei mesi scorsi, provando ad aggiungere dettagli quali cerniere, scomparti interni e cuciture più resistenti
- realizzare un piccolo tutorial per la costruzione dei più semplici portamonete in tetrapack
- indagare (in senso buono) e trovare un po' di info riguardo ad un fantastico negozio di Udine suggeritomi da una cara amica per capire se è possibile una collaborazione e uno scambio
- costruire con i miei coinquilini alcuni mobili per arredare la casa a Firenze. I mobili saranno realizzati con materiali di recupero come cassette della frutta prese al mercato, pancali e vecchi cuscini.



Fatta la lista e un po' di ordine mentale, bisogna solo mettersi all'opera.

giovedì 10 marzo 2011

Parlando del baratto

Fino a qualche tempo fa, pensavo che il baratto fosse morto e sepolto e pensarci mi faceva venire in mente solo popoli antichi belli che andati o popolazioni di chissà quale foresta.
Invece ho imparato a concepirlo come una forma di commercio applicabile concretamente alla vita quotidiana.
Il baratto ha molte caratteristiche positive. Gli oggetti e il loro valore vengono concepiti in maniera differente. Non è il mercato o il prezzo del petrolio che da valore ad un oggetto, ognuno stima il valore in base alle sue necessità, a quanto ci tiene ad avere un particolare oggetto; viene stimato il lavoro che c’è dietro quel particolare prodotto.
Il baratto permette un modello diverso di consumo, dove gli oggetti non sono comprati e poi gettati quando non servono più anche se ancora buoni, ma utilizzati con cura e attenzione in modo tale che possano poi essere utilizzati ancora da altre persone e poi ancora da altre. In questo modo ogni oggetto ha una lunga vita, un minor impatto sull’ambiente, una storia tutta sua.
Il baratto permette di conoscere nuove persone, allacciare nuovi rapporti, condividere esperienze.
Da diverso tempo sono iscritta ad un sito internet dedicato al baratto, al prestito e al dono.
Il sito è www.zerorelativo.it e lo scopo che si prefigge è di diffondere nuovi modelli di consumo orientati al benessere sociale ed ambientale, ed allenare ad un consumo critico.
Io utilizzo il sito sia per barattare oggetti che non mi servono più sia per barattare le borse e i portafogli che confeziono.
Condivido la pagina zero relativo con due miei amici e ci potete trovare facilmente tra i barter (così si chiamano le persone che barattano nel sito) sotto il nome di miaogangoolie.
Non so se sia giusto, fattibile o veramente utile tornare totalmente al baratto eliminando la moneta; ma sicuramente in piccoli contesti ed in molte occasioni della vita quotidiana, si può tranquillamente eliminare l’uso della moneta e trarre beneficio per noi stessi  e per l’ambiente dal vecchio baratto.